L'Italia con parole mie di Cinzia Ferulli

La rivoluzione delle onde, le radio libere in Italia.

Un omaggio ad un periodo unico ed irripetibile: gli anni ‘70 e le sue voci libere.

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    Le radio libere, un tuffo tra le “onde” degli anni ’70 …

    Care viaggiatrici e cari viaggiatori,
    vi confesso che l’Italia non l’ho sempre amata, negli anni l’ho vista trasformarsi in qualcosa che era sempre più lontano dal mio sentire, un Bel Paese sì, ma sempre più incline a mercanteggiare la sua Anima. Poi un giorno del 2017 ho dovuto lasciare il mio Paese, andando oltre oceano e, da allora ho iniziato a guardare l’Italia anche con gli occhi del cuore.

    Ogni mio ritorno a casa, mi fa riscoprire un’Italia bella…anzi bellissima. E poi, dopo il netto risultato del recente referendum sulla giustizia (marzo 2026) che ha salvato la nostra splendida Costituzione, ho maturato la certezza che l’Italia è anche ricca.

    Radio Milano International

    E’ ricca di giovani voci libere, di tanti cuori accesi che risuonano di voglia di cambiamento.

    Questo successo dovuto alla partecipazione di tanti giovani italiani, mi ha ricordato un periodo, a me molto caro, quando negli anni 1976/78 si diffusero in poco tempo e un pò ovunque, le prime Radio libere private in FM.

    Io, da adolescente, le ho frequentate nel mio piccolo paese del Sud – Radio CSM e Radio Kings. Ricordo che le prime Radio private iniziarono a trasmettere da piccole stanze, appartamenti o da scantinati. ma erano luoghi in cui le emozioni prendevano voce attraverso la musica Rock, Punk, Jazz e gli ascoltatori ed ascoltatrici dalle loro case, dai bar, dalle macchine potevano intervenire in diretta.

    Le Radio Libere furono soprattutto spazi nuovi di espressione e creatività per i giovani, un insieme entusiasmante di musica, di passioni, di storie raccontate, di dibattiti politici sui referendum come aborto e divorzio, programmi satirici e culturali.

    Come si ascoltava la Radio

    Il contesto storico.

    Era un’Italia in fermento, pronta a riflettere sul presente e sul futuro e pronta a farsi sentire attraverso le Radio Libere. Fu una vera rivoluzione, una stagione straordinaria di cambiamento culturale, sociale e politico, fatta di voci giovani e libere.

    Perchè questo fermento negli anni ‘70?

    La ragione è da ricercare nel decennio precedente, quando negli anni sessanta, crescono i movimenti studenteschi e operai, si diffonde una crescente esigenza quella di avere accesso diretto ai mezzi di comunicazione. perchè la RAI di Stato non era per niente interessata a rappresentare la pluralità di voci emergenti nella società italiana.

    E’ fondamentale sapere o ricordare che – dal dopoguerra la RAI (Radiotelevisione italiana) deteneva il monopolio assoluto delle trasmissioni radiofoniche, Le prime radio libere (illegali) nascono come sfida al monopolio dell’informazione ufficiale della RAI, perchè percepito come uno strumento di repressione e controllo ideologico.

    E’ altrettanto necessario sapere o ricordare – che le prime trasmissioni radiofoniche in Italia si registrarono nel 1923 sotto la guida di Costanzo Ciano, ministro delle Poste durante il regime fascista di Benito Mussolini. Il regime fascista intuì presto il potenziale della Radio come strumento di propaganda e diffusione dell’ideologia di stato e l’utilità di poter connettere il governo con i cittadini.

    La programmazione venne minuziosamente controllata, assicurando che ogni messaggio fosse in linea con le direttive del governo. Non sorprende che Mussolini nel 1926 tenne il suo primo discorso radiofonico.

    Operatore radio periodo fascista

    La svolta avviene finalmente il 28 luglio del 1976 quando la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 202, sancisce la legittimità delle trasmissioni via etere da parte di soggetti privati.

    Nacquerò così i primi spazi di libertà di espressione e di pensiero.

    Ricordo tra le prime Radio Libere:

    • “Radio Alice” (1976 a Bologna),
    • “Radio Città Futura” in Sicilia,
    • “Radio Raptus” a Reggio Emilia,
    • “Onde Ribelli”.

    Erano tutte autogestite e operavano con risorse minime e tecnologie rudimentali.

    Per chi volesse approfondire, consiglio la visione di due imperdibili film Cult:

    • “Radio Freccia” di Luciano Ligabue.
    • “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana, dove troverete “Radio Out” di Peppino Impastato, attivista anti-mafia.
    Scena dal film "i cento passi"

    Da parte mia, un ultimo pensiero: anche se il mondo è spesso diviso e in guerra, ci vuole poco per sentirsi più vicini, a volte basta un luogo sicuro, una voce libera e la voglia di ascoltare.

    La canzone “La Radio” (1977) di Eugenio Finardi è un inno ed un omaggio …

    ”Amo la radio perchè arriva alla gente,
    entra nelle case e ci parla direttamente
    e se una radio è Libera, ma Libera veramente
    mi piace ancora di più perchè Libera la mente”.

    Logo Arcana Editore, radio libere anni 70

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      Fate buon viaggio… vi aspetto a Sud!

      Cinzia