Care viaggiatrici e cari viaggiatori,
La lingua italiana è la “bella lingua”.
La Bella Lingua – se consideriamo le origini della lingua italiana non dovrebbe sorprenderci, a patto che ne apprezziamo non solo la bellezza e la giocosità ma anche la sua complessità. Nonostante oggi tutto spinge a semplificare, la lingua italiana è un esempio di gioiosa complessità, tutta da scoprire.
L’italiano nasce infatti come lingua alta, versatile e profonda. E’ una “lingua inventata, plasmata dai letterati nel corso dei secoli. Può essere formale, burocratica e nobile ma è anche orientata alla creatività e al gioco verbale, la straordinaria capacità metaforica dell’italiano, la straordinaria ricchezza delle sue rime, introdotte dai poeti, dal Dolce Stil Novo, da Dante Alighieri, Petrarca, Boccaccio, da grandi scirittori e scrittrici, intellettuali e filosofi illustri, ringiovanite oggi dalla musica, fino alla musica rap.”
(Professor Jossa, Royal Holloway University di Londra).

… il “Bel canto”
Grazie anche al ruolo centrale dell’Italia nella tradizione del Bel Canto, nei secoli la lingua italiana si diffuse nel mondo internazionale della musica, in particolare nell’Opera. I libretti erano scritti in italiano, per la sua naturale musicalità e per caratteristiche fonetiche che molti trovavano affascinanti, una lingua incline ad esprimere emozioni e sentimenti.


Conoscere e parlare la lingua italiana come seconda lingua significa certamente confrontarsi con una cultura diversa ma soprattutto è accettare la sfida della sua complessità. Così come inciampare nel congiuntivo è un rischio comune anche per molti italiani, ma riuscire poi a “cantarlo” un giorno….che melodia per l’anima!

Coltivare la gentilezza
Le Lingue tutte, sono esseri “viventi” che cambiano e si evolvono nel tempo e stanno evolvendo ancora. La lingua italiana che parliamo noi italiani e che voi studenti ascoltate e studiate sta attraversando purtroppo un momento molto difficile.
Il nostro modo di vivere e quindi di essere sta condizionando fortemente il modo in cui ci esprimiamo e usiamo la grammatica. La diffusione di internet e dei social media sta pesantemente influenzando ed impoverendo il nostro linguaggio: il lessico usato come “replicanti”, per impressionare o come abili manipolatori per “stordire” o azzittire l’ascoltatore, in politica, negli spot pubblicitari, nei dibattiti pubblici ma anche in quelli strettamente privati, nelle relazioni.
La magnifica voce di Mina e quella recitante dell’attore Alberto Lupo cantava nei gloriosi anni ‘60:
“Parole, parole, parole, soltanto parole fra di noi…”

Noi italiani siamo senz’altro parte del problema, non la amiamo affatto la nostra lingua, forse perchè non ne conosciamo intimamente la sua Bellezza. Ci stiamo impegnando nel danneggiarla con l’abbandono del congiuntivo per l’imperfetto, con la disabitudine alla scrittura, alla lettura, con conseguente impoverimento lessicale e sintattico, così la nostra tanto ammirata Bella Lingua si restringe ogni giorno di più.
Abbondano invece in ogni dove, parole sempre più ego-riferite e assertive, sprezzanti delle regole grammaticali e del buon dialogo. Così le parole competono per primeggiare, feriscono per annientare interlocutore, dove lo scopo è vincere.
Per fortuna possiamo ancora e dobbiamo fare molto: usare la nostra Bella Lingua ogni giorno, non con orgoglio, ma con consapevolezza, con curiosità, con gratitudine verso chi nei secoli l’ha creata e ne ha fatto un capolavoro.

“dopo tanta nebbia,
a una, a una,
si svelano le stelle”.
Giuseppe Ungaretti, poeta
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Fate buon viaggio… vi aspetto a Sud!
Cinzia
