Care viaggiatrici e cari viaggiatori,
Caterina Dei Medici, da Firenze alla corte di Francia.
Caterina Maria Romola de’Medici, nasce a Firenze nel 1519 e a soli quattordici anni va in sposa a Enrico di Valois, principe di Francia, figlio di Francesco I che tanto amava l’Italia.
Dotata di grandissima intelligenza, di carattere forte e appassionata di caccia, amava inseguire e tirare con l’arco introduce così a corte la maniera di cavalcare all’amazzone, mentre le dame francesi usavano sedersi su una specie di sedia laterale, che le costringeva ad andare a cavallo molto lentamente, per Caterina era un sacrificio inaccettabile, decide quindi anche l’uso delle mutande per le cavallerizze.

Caterina Dei Medici, colta e raffinata buongustaia.
Caterina colta e raffinata buongustaia, porta nella corte di Francesco I° di Francia,l’eleganza del miglior banchetto fiorentino rinascimentale: eleganti piatti, tovaglie ricamate, introduce l’uso del tovagliolo e renderà obbligatorio l’uso della forchetta, usanza medievale solo italiana, ma destinata a rivoluzionare tutte le tavole europee.
Grazie a lei, due nuove figure – “lo Scalco” che aveva il compito di controllare le portate servite, e il “Trinciante” che curava la coreografia degli squisiti piatti alla fiorentina, che influenzeranno per sempre la cucina francese.
Firenze, era ritenuta infatti il centro europeo di una cultura raffinata, non solo per gli artisti e gli studiosi di tutti i campi ma anche per la gastronomia che concquisterà i palati e le tavole delle ricche famiglie europee.


La giovanissima Caterina quando si trasferisce a Parigi per il suo matrimonio, porta con sè: sarti, parrucchieri, profumieri, gioiellieri ma soprattutto gli eccellenti cuochi del Mugello, diversi pasticceri e un gelataio, figura ancora sconosciuta in Francia, ma destinato ad un successo eccezionale.
I cuochi fiorentini di Caterina incantano la corte con ricette squisite come il “papero al melarancio” che diventerà famoso come “canard à l’orange” (l’anatra all’arancia), la “carabaccia toscana” tanto amata da Leonardo da Vinci, ribattezzata come Soupe à l’oignon, la zuppa di cipolle; la “salsa colla” come bechamel, “ le pezzòle della nonna” una sorta di crespelle, i francesi le trasformeranno nelle gustose crèpes.


Furono infine le confetture e i dolci dei pasticceri fiorentini ad incantare la corte di Francia con il “sorbetto alla frutta” del leggendario gelataio Ruggeri, “Il cibreo” diventerà ragout d’abattis , lo zabaione e l’inimitabile “zuccotto”.
Ecco che l’incontro di delizie toscane-italiane con la cucina francese, darà vita nei secoli ad un Patrimonio della cucina internazionale.


L’incontro di culture e di sensibilità diverse, possono dare vita a grandi cambiamenti.
Grazie Caterina, Grazie Francia!
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Fate buon viaggio… vi aspetto a Sud!
Cinzia
